EducaTest – La Zitella Acida (www.matiseivista.com)

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Una delle mie sincere speranze per questo 2013 è che sia davvero un anno di pari opportunità.

Lunga vita alla donna con la D maiuscola. Quella che ne sa sempre una più di noi, tendenzialmente molto più precisa, praticamente sempre più a tono, sostanzialmente mai inopportuna, inossidabilmente paziente verso le nostre nemesi da conquistatori dell’attimo che verrà.

Non so voi, ma io ho sempre pensato che nella retorica delle differenze di genere, tra le righe, ci fosse un sottofondo un po’ ingenuo oltre che ingiusto: la donna doveva, dovrebbe, deve (?), (dovrà??) imparare a fare l’uomo.

L’ingenuità di fondo (l’ingiustizia è evidente, spero) è che quando ci si pone di fronte a qualcuno con l’idea che non sia abbia nulla da imparare, si perde. In partenza. Occasioni, complicità, alleanze, tempo, coerenza, senso della realtà.

Ammetto di aver incontrato nella mia esperienza professionale molte donne in gamba: competenti, veloci, con ruoli rilevanti, con molte responsabilità, competenze ed attributi. Il mio imprinting sulle donne al comando, è positivo. Esistono. Sono stato fortunato, mi hanno insegnato molto.

Certo, non sono mancate le esperienze negative, ma le ho sempre considerate al di fuori di una logica uomo-donna. Il talento non ha sesso ed anche la mediocrità.

E’ ragionevole, non trovate?

Se proprio si vuole pensare per categorie (che sono l’anticamera dello stereotipo, però), potremmo dire che tutti noi ci imbattiamo in persone mediocri. Uomini e donne.

Ma al di fuori del dibattito di genere, cosa possiamo fare superare l’ingenuità di cui sopra e imparare dalle donne? Credo che la risposta sia nel cuore di ognuno di noi uomini e non è così malvagio che lì resti. Basta che si abbia la continuità di ri-farsela ogni tanto. Spesso magari e di provare a darsi delle risposte, anche piccole, ma operative. Fare qualcosa. Fare per cambiare il declino sta dicendo qualcuno in questi gironi di campagna elettorale. Può piacere o non piacere ma è ragionevole.

Le abitudini si cambiano, se sono negative. E’ questione di voltontà e continuità.

Da queste pagine, mi sembra doveroso allora, inaugurare gli EDUCATEST con le risposte di una donna che parla alle donne di cose molto femminili.

LA ZITELLA ACIDA è una blogger seguitissima, dannatamente anonima, divertente e insolente.

www.matiseivista.com

LA ZITELLA ACIDA

Ok, non la leggo tutti i giorni perché i temi non mi appartengono così tanto ma ogni volta che capito sul suo blog sorrido di gusto e lo trovo istruttivo.

Mi è sembrato un’ottima chiusura del cerchio chiedere lei di raccontarci le sue prospettive sull’apprendimento.

  • (1) Il tema che mi piace di più studiare / approfondire:

La storia contemporanea.

  • (2) Il professore che avrei sempre voluto avere:

Miuccia  Prada.

  • (3) Il periodo storico in cui era più stimolante imparare:

Il mio periodo storico è stato certamente dai 18 ai 23 anni.

  • (4) Cosa ci vuole per incuriosirmi:

I brillantini.

  • (5) La volta che mi sono sentito più preparato:

All’esame di storia moderna e contemporanea all’Università, avevo studiato tre mesi.

  • (6) La volta che mi sono detto che avevo ancora molto da imparare:

All’esame di storia moderna e contemporanea all’Università, nonostante avessi studiato tre mesi.

  • (7) Una cosa che penso di poter insegnare bene:

Ad essere ordinati. Sono una spaccamaroni di professione.

  • (8) Una cosa che vorrei imparare per continuare a crescere:

Vorrei imparare a farmi scivolare addosso le cose.

  • (9) Cosa vorrei insegnare ad una classe di bambini di 10 anni:

Ad essere educati.

  • (10) Cosa dovrebbero imparare le aziende per essere innovative:

A guardare sempre avanti, ad essere illuminate e a credere nelle nuove idee e non solo nei soldi subito.

  • (11) Cosa dovrebbero imparare le imprese, semplicemente, per lavorare meglio:

Il rispetto per le donne.

  • (12) Un’azienda che ha qualcosa da insegnare:

Qualsiasi azienda che ha un politica di risorse umane rivolta a tutti i dipendenti e non solo ai manager.

  • (13) La materia che non ristudierei:

Educazione tecnica e matematica.

  • (14) Tre libri da portare sull’isola deserta:

Orgoglio & Pregiudizio, Elle di Settembre e un libro di Fabio Volo così, giusto per non avere voglia di tornare sulla terraferma.

  • (15) La più grande innovazione nell’education:

L’education online.

  • (16) La grande innovazione nell’education che ancora deve arrivare:

L’eliminazione dell’obbligo di frequenza di qualcosa?

  • (17) Una cosa che l’Italia può insegnare al mondo:

A fare le scarpe.

  • (18) Una cosa che l’Italia deve imparare in fretta:

A non farsi fare le scarpe.

  • (19) Lo spazio migliore in cui imparare è:

Una classe.

  • (20) La creatività nell’apprendimento è:

Uscire dagli schemi e non usare –solo- i libri. Il mio professore di economia aziendale per spiegarmi stati patrimoniali e conti economici ci raccontava le storie. Lui sembrava un coglione a raccontarcele, ma di fatto non ci siamo dimenticati niente e il libro non l’ho mai aperto.

Grazie mille alla “Zitella” per il suo contributo e per il suo bel blog, soprattutto, con insolenza, dalla parte delle bambine.

PS: Essendo una cara amica ti invito a ribattere ad ogni parola di questo post nel modo più social possibile: davanti ad un buon bicchiere di vino.

Così ci facciamo gli auguri di buon anno. :)

Ciao zitellaccia.

Splash!

Giu

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